In risposta all’intervento del Signor Guido Rossi,
pubblicato all’indomani (La Voce del 5/4/2013) della nostra lettera aperta al
Sindaco di Cerveteri su questo stesso giornale (del 4/4/2013), intendiamo
precisare alcuni punti, con l’auspicio di stroncare sul nascere una eventuale
schiera di difensori dell’ultima ora, non desiderati, né tantomeno autorizzati.
Infatti, non ci
risulta che il Signor Rossi sia stato al nostro fianco nei numerosi eventi da
noi promossi contro la violenza sulle donne, né che sia stato presente ai
nostri laboratori di buona politica e di polietica. Se lo avesse fatto,
saprebbe che una politica al femminile, ad una prassi muscolare e ad alzo zero,
contrappone la politica della non violenza, anche verbale, del dialogo e della
condivisione.
Non è nostra
intenzione impallinare il Sindaco Pascucci, che, come ricordiamo nella lettera,
in altre circostanze ci è stato vicino e ci ha sostenuto, anche perché siamo
convinte che se al posto di Pascucci, ci fosse un signor X, il risultato per le
donne non cambierebbe, come ha dimostrato il Presidente della Repubblica
nominando come suoi consulenti solo uomini. Non è quindi un fenomeno
circoscritto, ma si tratta di una cultura patriarcale ampiamente diffusa nel
nostro paese, contro la quale ci opporremo sempre con ogni mezzo lecito,
insieme alle altre associazioni di donne, fino alla sua totale scomparsa.
D’altra parte, noi riteniamo doverosa e giusta la
rappresentanza paritaria 50/50, come avevamo chiesto alla vigilia delle ultime
elezioni amministrative. La nostra richiesta è stata ignorata dalle forze
politiche, sulle quali grava la responsabilità di una democrazia incompiuta del
nostro territorio, perché non rappresentativa di metà dei suoi cittadini.
In un normale
contesto democratico, le cittadine e i cittadini presentano i propri bisogni e
le proprie aspettative ai loro rappresentanti e, se credono di non essere
ascoltati, ribadiscono le loro rimostranze con determinazione. Tale era e resta
lo spirito della nostra lettera. Eventuali giochi duri ci sono estranei.
Anna Maria Miceli, Presidente di Senonoraquando-Cerveteri
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